Storia del nostro pensiero 2017-04-20T10:31:18+00:00

Storia del nostro pensiero

Il bambino è una persona

Il pensiero alla base del nostro lavoro è sempre stato il bambino come “persona” e non solo come “piccolo” da accudire al meglio.

Il bambino essendo “persona” ha diritto che gli adulti si rivolgano a lui con educazione e rispetto; ha diritto di dire la sua; ha diritto di capire quello che andrà a fare e di non essere spostato come un pacchettino da uno spazio e da un gioco all’altro.

Ha diritto di terminare quello che sta facendo, ha diritto che i suoi capolavori vengano custoditi con cura, ha diritto che le sue magnifiche costruzioni di mattoncini di legno o di plastica rimangano intatte fino all’arrivo della mamma. Si, perché per noi il bambino mette tutto se stesso in ciò che fa, ecco perché aver cura dei suoi lavori significa aver cura di lui: meravigliarsi dei suoi capolavori è comunicargli la meraviglia che c’è in lui.

Ha diritto di essere preso sul serio, e che tutto il suo lavoro venga preso sul serio.

Questo punto di vista ha fatto in modo che fin da subito fossero posti i pilastri del nostro lavoro: il bambino andava rispettato; il bambino andava ascoltato sempre e con serietà; al bambino andavano sempre date risposte.

 

Affettività, coerenza, emozioni e serenità

Il bambino che entra nel nostro nido, da sempre, ha diritto all’affettività, alla dolcezza, alla solidità: gli adulti che lo circondano devono essere coerenti, prevedibili, sicuri, sereni ed equilibrati.

Il lavoro sulle emozioni che oggi è finalmente in voga, i cui fondamenti venivano posti da Goleman in “intelligenza emotiva” pubblicato in Italia nel 97, era insito nel nostro modo di lavorare già dal principio, nel 2000, ben 15 anni prima che tale consapevolezza iniziasse a diffondersi negli approcci pedagogici e nei corsi di aggiornamento.

Ai nostri bambini, infatti, è da sempre stata data la possibilità di dar voce alla propria rabbia, al disappunto nei confronti dell’amico o dell’adulto. Da sempre abbiamo dato nome a ciò che il bambino prova, tristezza, paura, gioia nella convinzione che capire ciò che si prova accresce la propria sicurezza.

Ci dà grande soddisfazione poter confermare che i nostri bambini, divenuti più grandi, si mostrano coraggiosi, sereni, strutturati, empatici, disinvolti nel gruppo e con gli adulti; ma anche creativi, logici e intraprendenti.