Dalla parte di mamma e papà: i limiti vanno dati

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Dalla parte di mamma e papà: i limiti vanno dati

Difficilissimo il lavoro di genitore. Oggi più che mai. Ogni gesto, ogni risposta che si rivolge al bambino sembra necessitare di una conferma nei numerosi manuali in commercio.
Così nei genitori di oggi cresce l’insicurezza che frequentemente si trasforma in senso di inadeguatezza.
Eppure crescere bambini dovrebbe essere molto semplice e naturale, l’umanità lo fa da migliaia di anni. Anzi gli animali lo fanno da quando sulla terra esistono i mammiferi, molto prima che qualcuno di loro diventasse “uomo”.
La parte che riguarda i limiti è quella che nel genitore, crea più confusione. Certo, il punto è che ci svegliamo una mattina e l’adorabile bambolotto che avevamo tra le braccia è tutto un altro bambino, “non sta più dove lo mettiamo” ma non solo, intorno ai 2 anni, ci mette alla prova in continuazione. Il cambio, il gioco lo svezzamento, lo “spannolinamento”, dopo tutto nei manuali sono spiegati in maniera esauriente. Ma le regole, i limiti!? Che confusione!!
La verità è che i bambini nella fase dei “terribili 2 anni” hanno bisogno dei limiti dell’adulto anche se poi sembra succedere il finimondo. Ne hanno bisogno per capire la vita. Per capire che ce la fanno a reggere le frustrazioni, quindi per essere persone forti e resistenti da bambini, da ragazzini, da adolescenti e da adulti.
Oggi esiste una parola, “resiliente”: avere la forza del filo d’erba, che si piega al vento e durante le tempeste ma non si spezza, e terminata la difficoltà, torna eretto come niente fosse accaduto.
Il bambino intorno ai 2 anni, di fronte ai limiti, anche quelli più logici e meglio spiegati, spesso reagisce con una fortissima rabbia. La rabbia a 2/3 anni non è contenibile e si esprime con il pianto. Da adolescente si esprimerà con le parole, parole che a noi genitori non piaceranno affatto! 
Passata la rabbia il bambino piccolo capisce che, dopotutto, ce l’ha fatta, e un mattoncino in più di “resilienza” nel carattere del bambino è stato posto.
Come si scelgono i limiti da dare?
– Si può partire dai pericoli: se pericoloso è “no!”. Se per esempio dobbiamo attraversare la strada un bambino non può decidere se darci o meno la mano.

– Dall’età: bisogna considerare che la richiesta deve essere proporzionata a quanto può effettivamente dare il bambino: per es. a 2/ 3 anni un bambino può rimanere fermo per massimo venti minuti, 1/2 oretta… è chiedere già molto. Se vogliamo che resti a tavola seduto, non costringiamolo ai tempi di noi adulti, terminato il suo piatto può andare a giocare. Man mano che crescerà gli chiederemo uno sforzo maggiore. 
Le cose che si rompono non si toccano. 
– Gli oggetti delicati sono dei grandi e non si toccano;
– Il bambino, certo, non può scegliere se indossare il giubbotto in inverno o se indossare le scarpe per uscire. Ma potrebbe scegliere che cosa indossare fra i vestiti di stagione e quali scarpe, quale giacca fra quelle che abbiamo selezionato noi. Sì, perché il bambino di due anni si sente molto in gamba se libero di decidere qualcosa. Per cui lasciamogli questa grande soddisfazione, e decidiamo noi quali scelte è libero di fare per sentirsi un bimbo “grande”. 
Ma in pratica come dare i limiti? 
– Beh! Urlare non serve, può spaventare molto. Il segreto? Fermezza, convinzione, ripetizione
Es: al nido i bimbi mezzanini (dai 15/16 mesi) per la pappa sono seduti su una seggiolina da cui possono alzarsi facilmente (niente più seggiolone). Il bambino inizialmente si alza anche 10 volte durante i 20 minuti in cui dovrebbe imparare a stare seduto. Bene, noi educatrici ci alziamo 10/20/40 volte per rimetterlo seduto ripetendo “…so che vorresti andare a giocare, ma adesso, vedi? Gli amici sono tutti seduti perché mangiamo la pappa… appena terminiamo andiamo a giocare.” 
… alla fine, mamme e papà, tutti i bimbi, stanno seduti! Siccome al nido capiamo il loro grande sforzo, dopo possono “scatenarsi” scegliendo quale gioco preferiscono fare! Anche correre e saltare. Anche questa scelta, mamme e papà, è molto importante: a un momento di contenimento non può seguirne un altro. Sarebbe domandare troppo!
– Bisogna essere coerenti: la coerenza rende la vita più semplice al bambino, impara prima che una cosa non si fa, se la regola resta sempre la stessa; certo la coerenza costa fatica a noi grandi, perché il “no” di oggi vale anche domani, quando sarò stanchissima per la giornata di lavoro. La coerenza deve essere di tutti: mamme e papà soprattutto. Questo significa che se papà ha detto di “no”, anche se io mamma, non sono d’accordo sosterrò quel “no”… poi una volta soli potrò discuterne, ma di fronte al bimbo resto coerente. E così viceversa!
– I “no” a 2, 3 anni rischiano di essere un milione al giorno: procediamo per gradi e obiettivi… nascondiamo i soprammobili fin tanto che non ha interiorizzato di non toccare TV e prese, poi rimetteremo i soprammobili e inizieremo a concentrarci su questo limite. 
– Dopo il “no” piange disperato: capiamolo. Anche a noi di fronte a una bella borsa, o a una super macchina che non possiamo acquistare ci verrebbe da piangere. Diciamogli: “capisco che sei molto arrabbiato, ma questa cosa proprio non si può fare. Se vuoi puoi venire in braccio a me, la rabbia passa prima”.
– Facciamogli notare quando è tranquillo che la rabbia è scomparsa
– In caso che pianga nel momento della nanna: riconosciamo se è paura (buio, porta chiusa, solitudine) o se invece è un “voglio decidere io se andare a letto”. Le due situazioni necessitano di due interventi opposti: il bambino va aiutato nelle paure, e mai obbligato a superarle. Le paure funzionano alla rovescia rispetto alle frustrazioni: più il bambino le prova e più si sentirà debole di fronte ad esse, e a 2 o 3 anni il bambino ha bisogno del genitore per superarle, da solo non ci riesce.
In ultimo, non temiamo il pianto di rabbia del bambino, non temiamolo mai neppure al supermercato di fronte a tanta gente che ci guarda. Rimaniamo noi stessi, coerenti e rassicuranti. 

Bene mamme e papà, coraggio, e buon lavoro, noi siamo a disposizione per chiarirvi dubbi e sostenervi in questo difficile momento. 

Sabrina

By | 2018-03-23T15:17:38+00:00 14 marzo 2018|Categories: Regole e bisogni del bambino|Tags: , , , , |0 Comments

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