Giocattoli, oppure materiali di recupero?

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Giocattoli, oppure materiali di recupero?

Oggi i giochi sono di facile reperibilità, esiste davvero una vasta scelta, qualunque prezzo si voglia spendere. Così molti giocattoli sono un di più. Infatti, essendo meno costosi di una volta arrivano non solo da mamma e papà, ma dai nonni, zii, e amici; non arrivano solo a Natale e compleanni, ma ogni giorno è buono per aggiungere un pezzo nuovo alla raccolta già molto ricca. La pubblicità incalzante fa sì che la famiglia rincorra la novità, forse nel timore che il proprio bambino possa apparire meno fortunato di altri. Così i bambini hanno spesso troppi giochi. Avendone tanti i bambini ne fanno un utilizzo molto veloce, soffermandosi poco sulle tante novità. Inoltre, l’utilizzo dei giochi di oggi è limitato perché l’obiettivo per cui sono stati pensati è, frequentemente, di facile raggiungimento. Non attivando fantasia e creatività, il bambino li perde presto di vista.

Mamme e papà, dovremmo ritornare ad offrire meno, e soprattutto dovremmo domandarci:”cosa voglio che impari il mio bambino giocando?“. Perché il bambino, giocando impara la vita, e ha l’occasione di sviluppare capacità cognitive che lo renderanno persona speciale. Tutti i mammiferi imparano giocando. Il gioco non è un passatempo, ma è un attività molto seria programmata dalla natura, quindi istintiva, volta a preparare gli individui alla vita da adulti; sviluppa la capacità di identificare i problemi, ricercarne le soluzioni, permette l’esplorazione delle dinamiche sociali. Il piacere e la gioia, caratterizzanti il gioco, sono  gli ingredienti attivatori dell’apprendimento. Quali sono le caratteristiche che deve possedere un gioco per attivare nel bambino in età di nido, scuola dell’infanzia e oltre, la gioia e il piacere? 

Imitare gli adulti: “far finta di essere qualcun altro”, e tutti i giochi che fanno parte di questo universo. Sia maschi che femmine amano le bambole, i vestitini, lettini, cucinette e pentolini; Sia i maschietti che bimbe amano l’abbigliamento per travestirsi, che è meglio non sia preconfezionato, ma costituito da capi che mamma e papà non utilizzano più. Il costume da principessa, o da super eroe, ben vengano, ma consapevoli che con questi capi i bambini potranno essere principesse e Batman, e niente altro. Con una camicia da notte si diventa regine, spose, ballerine e tanto altro; con una camicia di papà si va a lavoro, oppure ci si sente dottoresse o dottori, e tanto altro; vecchie borse, portafogli, scarpe e cappelli, montature di occhiali, completano il personaggio, dando al bambino possibilità infinite di trasformazione. 

A qualunque età, sia i bimbi che le bimbe, adorano scoprire, ricercare, esplorare con i sensi, costruire e smontare.  Quindi sempre belle le costruzioni di qualunque genere. Anche le piste di treni e macchinine, se possono essere assemblati secondo un progetto del bambino. Costruire ponti, gallerie, scoprire inclinazioni troppo ripide che fanno uscire di strada il mezzo, correggere il percorso per far si che non accadano incidenti, mette in moto pensiero, progetto, soluzioni, fantasia….

Tutto ciò che di naturale ha il bambino, curiosità, creatività, spinta alla scoperta, voglia di sorpresa, andrebbe custodito con cura, perché caratteristiche molto preziose per lo sviluppo cognitivo del bambino. Quindi cosa offrire ai bambini per essere certi che le possibilità creative non si esauriscano mai?

Assemblare stoffe, carta, colla, legni e legnetti, sassi, pietruzze, conchiglie, colori, contenitori, tubi di cartone e plastica, scatoline, scatoloni, aggiungendoci colla e colori, offre ai bambini possibilità di costruzioni infinite.

 

Nel materiale di recupero e naturale non c’è mai limite. In questi materiali il bambino può trovare tutto ciò che sta cercando. Per arrivarci deve attivare un pensiero, una fantasia, un progetto. Nel percorso incontrerà problematiche a cui non aveva pensato. Dovrà spendere energie in altre fantasie, in cambi di percorso, dovrà impegnarsi nella soluzione di mille problemi. Per arrivare alla meta dovrà rimettersi in gioco molte volte, e allenerà creatività, fantasia, problem solving ma anche determinazione, concentrazione e tenacia. Quanta soddisfazione nel raggiungere l’obiettivo. Il gioco nel bambino è cosa molto seria, molto impegnativa, la dedizione a ciò che fa giocando è totale, e investe l’intero corpo, l’intero momento, l’intero pensiero, e tutte le energie. Anche la soddisfazione di fronte al risultato è totale, perché significativa delle sfide superate, quindiimmensamente utile per l’adulto di domani. 

Ovviamente un bambino di 2/3 anni costruirà o assemblerà materiale adatto a un bambino di questa età, ma se abituato ad aver libero accesso a materiali di questo tipo nel giro di qualche anno rimarremo sbalorditi dall’ingegno, dalla fantasia e dal risultato. Crescendo mostrerà le sue capacità anche nell’aritmetica, nella matematica, logica e problem solving, nello scrivere di fantasia, nella ricchezza e varietà di interessi, nella determinazione nel raggiungere risultati e obiettivi. Nella capacità di trovare soluzioni nelle difficoltà della quotidianità e un domani, nelle sfide che il lavoro gli offrirà.

Accanto al bambino che si sta impegnando, l’adulto dovrebbe limitarsi ad osservare, dandogli fiducia. Meglio che l’adulto non lo aiuti nella manualità a meno che non gli venga esplicitamente richiesto, e meglio incoraggiare il bambino a risolvere le difficoltà pratiche che la realizzazione comporta, resistendo alla tentazione di sostituirsi a lui. Compito dell’adulto è però quello di assecondare il bambino nei bisogni che emergono, soprattutto con i bambini più grandicelli: “…papà, per terminare, avrei bisogno di plexiglas tagliato ad ottagoni…”; per quanto difficoltosa l’idea creativa, faremo il possibile perché il progetto si realizzi “.. certo, vediamo insieme dove poter trovare ciò che cerchi…”

 

La scelta del materiale va fatta con cura e attenzione, valutandone ogni volta la grandezza e la pericolosità, in base all’età del bambino. Il bambino va osservato e conosciuto nel modo che ha di approcciare il materiale: mette in bocca, non mette in bocca; sa usare le forbicine non le sa usare; ha capito che la colla va usata sul tavolino coperto di giornali oppure è in un momento che tende a “sperimentare” e ad ascoltare poco i limiti. Quindi in base al bambino si cercano materiali, in base all’uso che ne fa si arricchisce il “laboratorio”, in base all’età si valuteranno tempi più o meno lunghi in cui potrà lavorare lontano dallo sguardo dell’adulto.

Iniziare presto, in età di nido, significa accorgersi presto che i bambini sono molto creativi, autonomi, capaci, in gamba e molto responsabili.

Sabrina 

By | 2018-06-08T18:02:57+00:00 8 giugno 2018|Categories: Quotidianità|0 Comments

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