Posso abbracciarti?

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Posso abbracciarti?

Non appena il bambino è in grado di farlo, spesso gli viene chiesto di abbracciare o baciare gli altri bambini…ma siamo così sicuri che chi riceve l’abbraccio o i baci sia così contento?
Siamo sicuri che per un bambino sia sempre così piacevole elargire baci o abbracci?
Per loro, come anche per noi adulti, il contatto non è sempre gradevole: non ci piace abbracciare o baciare, come essere abbracciati o baciati, da persone sconosciute e alle volte anche se poco conosciute; spesso non ci piace ricevere abbracci o baci da chi conosciamo se per esempio siamo arrabbiati, se ci hanno fatto un torto, oppure se chi ci abbraccia o ci bacia non ci è simpatico. Per i bambini è lo stesso. Eppure, spesso, viene chiesto loro di abbracciare, baciare il bimbo o la bimba appena conosciuti, oppure di “dare un bacio”, al bambino che sta piangendo dopo aver subito un loro torto: il bambino che piange perché magari ha appena ricevuto un morso o un graffio, se ci pensiamo bene, non può accettare subito un altro contatto con il bambino che gli ha fatto male; ha bisogno, piuttosto, di capire cos’è successo, perché ha sentito dolore, perché l’amico si è arrabbiato, e ha bisogno di un adulto che lo rassicuri. Anche il bimbo che ha offeso non ha voglia di elargire baci, perché in quel momento è arrabbiato: il suo bisogno è quindi di dar voce e un nome a ciò che prova, capire cos’è successo, perché l’amico sta piangendo, e se spaventato, anche lui ha bisogno di un adulto che lo rassicuri. I contatti fra bambini hanno lo stesso significato di quelli che diamo noi adulti: ti conosco, sei mio amico, allora mi siedo accanto a te, allora lascio che mi prendi la mano, lascio che tu mi stia vicino vicino. Come noi adulti, i bambini a partire dai 15/17 mesi stanno distanti da bambini nuovi, mai visti. Lì osservano, li studiano, se sono incuriositi si avvicinano per vederli meglio, se sanno parlare fanno anche qualche domanda, oppure mostrano quello che hanno in mano. Ma istintivamente mettono in atto modalità di relazione che rispettano lo spazio tra loro e il bambino nuovo, lo stesso spazio che anche mamma e papà rispettano se di fronte a persone sconosciute. La cultura fa tanto. In Brianza, lo spazio fra adulti sconosciuti è più ampio rispetto a quello che esiste fra due persone napoletane che non si conoscono. Questa distanza fra persone sconosciute sarà ancora diversa fra arabi, indiani, giapponesi, svedesi, brasiliani. Quello che si deve tenere presente, è che uno spazio fra persone sconosciute, o poco conosciute istintivamente esiste sempre.

 

 

 

 

 

Se uno spazio fra persone, spazio che  può essere più grande o più piccolo secondo la propria cultura, per istinto esiste sempre, perché domandare al bambino addirittura un bacio? Il bambino non impara da quanto gli viene imposto: impara assorbendo sin da piccino ciò che vive in casa, ciò che vede, ciò che “respira” in famiglia da quando è nato. Quindi non saranno bambini più espansivi se li costringiamo a baciare tutti gli altri. Le famiglie brianzole, a prescindere da quanti abbracci e baci avranno imposto al loro bambino, vedranno crescere uomini e donne simili a loro: così per i napoletani, gli arabi, gli svedesi, i giapponesi.

Ma tra gli amici?

In tanti anni di lavoro, con bambini anche di nazionalità diversa, non mi è mai capitato, se non in situazioni eccezionali, di vedere bambini in età di nido, che sentano il bisogno spontaneo di abbracciarsi per comunicarsi l’amicizia. Si cercano, magari anche tutto il giorno, si siedono vicini, corrono e sono vicini, scelgono un gioco e lo portano avanti insieme, si aspettano la mattina, ma il messaggio di quanto siano importanti l’uno per l’altro, generalmente, non passa attraverso l’abbraccio o il bacio. Sono grandi amici e se lo comunicano attraverso altri canali: sorrisi, sguardi, risa; attraverso scambi di giochi, stando uno accanto all’altro, cercandosi e mostrandosi felici nel ritrovarsi se in un attività sono stati divisi, ma non attraverso baci e abbracci.

Ovviamente, al nido, ben vengano i contatti , soprattutto se affettivi e soprattutto se entrambi i bimbi sono d’accordo. Se uno di loro non lo è, facciamo in modo che lo verbalizzi all’amico. Educarli ad esprimere i limiti da dare agli altri nel contatto con il loro corpo, o aiutarli a capire che il contatto con gli altri va dato se sono d’accordo, è davvero di fondamentale importanza. Li aiuta a capire che il corpo è molto prezioso e che solo loro possono decidere se concedere o meno contatti agli altri, e quale tipo di contatti concedere.

Sabrina

By | 2018-03-23T15:23:42+00:00 14 marzo 2018|Categories: Autostima|Tags: , , , , , |0 Comments

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